14 Ottobre 2019

GAE AULENTI, la signora dell’architettura


Gae Aulenti (1927-2012) fa il suo ingresso nel mondo dell’architettura negli anni ’50, in un periodo di grande cambiamento dove si passa da una concezione tradizionale dell’architettura a una corrente modernista e razionalista. In un continuo dialogo tra le arti, Gae Aulenti ha esteso il suo percorso professionale non solo come architetto ma anche come urbanista, designer e scenografa.

 

Gae Aulenti

Gae Aulenti, come Giò Ponti, opera in tutti i settori dell’architettura: dalla progettazione architettonica al design industriale e alla grafica, con un  rifiuto delle regole in un discorso sempre innovativo e in una continua  sperimentazione di nuovi linguaggi.

Il progetto architettonico non può fare a meno di misurarsi con la città e l’architettura è condizionata dal contesto in cui nasce – Gae Aulenti

Gae Aulenti, considera l’architettura un’entità concreta e intoccabile che usa la città come generatore di forme. Vede l’architettura in termini di relazione con l’ambiente urbano. Nei suoi progetti, fonde il privato con il pubblico per generare forme architettoniche e relazioni spaziali.

Tra i suoi primi lavori è la ristrutturazione nel 1967 della show-room Olivetti a Parigi. Il progetto, impostato come open-space con forme fluide su diversi piani e l’utilizzo di materiali d’avanguardia, per l’epoca, come il laminato plastico e l’acciaio;  è una delle prime ad utilizzare un’illuminazione diffusa con faretti nascosti da un gioco di controsoffittature mentre i punti focali sono dati dalla sua lampada pipistrello, ancora in produzione, progettata in occasione di questo restyling. Il punto focale del negozio è un  grande totem rosso, ma numerosi sono gli elementi su cui ruota l’effetto scenografico del negozio: la scala che taglia tutte le linee orizzontali, il totem centrale rosso e una scultura tribale africana, il calao, emblema di una regione della Costa D’Avorio, elementi che interconnessi tra loro interpretano lo spazio  come una piazza virtuale.

Negozio Olivetti – Faubourg Saint Honoré – Parigi ©

Sempre nel tema degli elementi espositivi, nel 1972 viene incaricata dal MoMA (Museo Arte Moderna) di New York di allestire la mostra Italy New Domestic Landscape, mirata a celebrare e promuovere il design italiano con una serie di 180 pezzi che devono proporre nuovi modi di vivere e di fruire gli oggetti nella casa. Per valorizzare le opere dei più grandi designer italiani dell’epoca, Gae Aulenti utilizza una matrice architettonica, creando veri e propri ambienti spaziali ed inserendo gli oggetti da esporre in una scenografia di volumi elementari che richiamano l’idea della città. Scenografia giocata sul cromatismo dei grandi totem rossi, strutturati come edifici, che sono i supporti degli oggetti espositivi. L’esposizione vuole essere la metafora della città.

Progetto per allestimento Italy New Domestic Landscape presso il MoMA – New York ©
Allestimento Italy New Domestic Landscape presso il MoMA – New York ©

 

“Cose minimali è molto difficile che ne faccia perchè io non ricerco il minimalismo, semmai la semplicità che è una cosa molto differente.” Gae Aulenti

I musei sono il luogo della grande sperimentazione e del successo di Gae Aulenti, tesa alla conservazione, se non all’esaltazione degli elementi preesistenti.

“Per il Museo d’Orsay che é un museo prevalentemente di impressionisti abbiamo discusso e deciso con i curatori che fosse ammissibile introdurre una variabilità luminosa legata alla metereologia; questo perché gli impressionisti sono in gran parte dei pittori “open air” all’aria aperta, pittori di paesaggi. Così i quadri cambiano a seconda di come è il cielo di Parigi che è un cielo di nuvole in movimento, di luci abbaglianti.” Gae Aulenti

Negli anni 1980-1986 ristruttura il Museo d’Orsay, per allestire  l’esposizione dei massimi pittori espressionisti francesi riutilizza uno spazio destinato ai viaggi. La ristrutturazione consiste nel lasciare quasi inalterato l’ambiente della stazione e aggiungendo una serie di elementi scatolati dove sono esposti i quadri. Si viene così a ricreare una sorta di percorso urbano con una direttrice di visita, che suggerisce l’idea della strada.

Museo d’Orsay – Parigi ©

Tutta la sua architettura è caratterizzata da un senso di misura, di grande rispetto verso gli ambienti in cui interviene. I suoi interventi sulle strutture preesistenti sono caratterizzati da un impatto semplice e lineare.

Moltissimi sono stati i suoi progetti di riconversione di strutture in aree museali.

Palazzo Grassi a Venezia (1985-1986), dove lascia a vista i meravigliosi soffitti originali, le Scuderie del Quirinale a Roma (1999), dove inserisce altri marmi locali, il Museo Nazionale di Arte Catalana a Barcellona (1985-2000), dove mantiene la struttura eclettica e poi ancora lo Spazio Oberdan a Milano (1999) , il Museo d’arte Moderna al Pompidou di Parigi (1982-1985).

Palazzo Grassi – Venezia ©
Scuderie de Quirinale – Roma ©
Sala Ovale – Museo Nazionale di Arte Catalana – Barcellona ©
Modern Art Museum – Centre Pompidou – Parigi ©

Il suo ultimo lavoro museale, nel 2012, è stata la ristrutturazione di Palazzo Branciforte a Palermo. Il palazzo è caratterizzato da una notevole complessità di volumi, con un’articolazione molto marcata, quasi diviso da una sorta di strada che lo attraversa completamente.

Progetto ristrutturazione Palazzo Branciforte – Palermo ©

Gae Aulenti ha rispettato l’antica pianta intervenendo solo nelle salette laterali.

Di grande impatto visivo è la biblioteca, realizzata a doppia altezza. Il soffitto è affrescato dall’artista Ignazio Muncade.

Biblioteca Palazzo Branciforte – Palermo ©
Palazzo Branciforte – Palermo

Gae Aulenti ha progettato non solo ristrutturazioni museali, ma ha realizzato interventi di riqualificazione anche in ambito pubblico.

“Gli edifici non sono intelligenti, sono progettati intelligentemente.” Gae Aulenti

A Torino, per le Olimpiadi Invernali del 2006,  ristruttura e reinterpreta il Palavela, una vecchia struttura progettata nel 1960 dall’architetto  Nervi per l’Esposizione Italiana del 1961. Gae Aulenti mantiene la grande vela in cemento armato come elemento a sé stante, sotto l’immensa volta inserisce degli edifici indipendenti e funzionali alla nuova destinazione sportiva. Il nuovo intervento è evidenziato con il colore rosso ed è variamente articolato in base alle necessità sportive.

Palavela – Torino ©foto di Roland Halbe

Nel 2000 viene incaricata della riqualificazione  dell’arredo urbano di Piazzale  Cadorna e della facciata delle Ferrovie Nord a Milano.

Progetto riqualificazione Piazza Cadorna © archivio Aulenti

In contrapposizione con le facciate dei palazzi della piazza in stile ottocentesco, il suo intervento ha una funzione di restyling urbano definito su tre elementi principali: il ridisegno della facciata delle Ferrorie Nord,  l’inserimento di pensiline con pilastri in metallo rosso e la creazione di una grande vasca nella quale insiste il punto focale della piazza: una scultura di Claes Oldenburg “Ago, filo nodo”, una celebrazione dell’industria e dell’operosità milanese, dell’enfatizzazione del lavoro artigianale e della città stessa, trasformatasi in breve tempo in “città della moda”. La scelta coloristica sia della struttura che della scultura è il richiamo dei colori delle tre metropolitane allora esistenti: gialla, rossa, verde.

Piazzale Cadorna – Milano

Tra il 1998 e il 2002 le viene commissionata, dal Comune di Napoli, la progettazione di due delle sei stazioni dell’arte della metropolitana, le stazioni Cavour e Dante. Un luogo pubblico, uno spazio frequentato da migliaia di persone che l’amministrazione voleva elevare a livello estetico e culturale portando l’arte all’interno della funzione pubblica.

Piazza Cavour è una piazza connotata da una serie di edifici tra il 1800 e il 1900, la stazione della metropolitana ha la funzione di raccordo stilistico della piazza, progettata in calcestruzzo dal colore rosso pompeiano e vetri, utilizza all’interno materiali di laminato translucidi chiarissimi e riflettenti dove è inserita la copia dell’Ercole Farnese, degna anticamera all’attiguo Museo Archeologico.

Stazione Museo – Napoli
Stazione Museo – Interno – Copia Ercole Farnese – Napoli ©

Piazza Dante è una piazza realizzata a metà del 1700 nella quale è protagonista un grande edificio del Vanvitelli, in questo caso Gae Aulenti si limita a lastricare uniformemente  il selciato in pietra lavica in modo da valorizzare l’architettura vanvitelliana. Anche in questo caso trasforma l’interno della stazione museale con installazioni di luce e opere contemporanee come i tubolari al neon di Joseph Kosuth, un’installazione di Pistoletto e un mosaico colorato di De Maria.

Stazione Dante – Mosaico di De Maria – Napoli ©giusybaffi
Stazione Dante – Tubolari di Joseph Kosuth – Napoli ©giusybaffi

Tra il 1998 e il 2000 termina l’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo un edificio articolato su 12 livelli a destinazione polivalente.

L’edificio, sia alla base che alla sommità ha un’inclinazione che fa riferimento, in chiave moderna, all’antica architettura militare delle fortezze dei samurai giapponesi; a spezzare la monotonia della facciata è stata creata una partitura di quadrati realizzati da travi ortogonali in lamiera rossa, ottenendo così un forte contrasto cromatico.

Istituto Italiano di Cultura – Tokyo ©
Istituto Italiano di Cultura – Tokyo ©

Tra le sue ultime opere c’è la ristrutturazione e l’ampliamento  dell’aeroporto San Francesco a Perugia, per evitare un impatto visivo invadente nel paesaggio che lo circonda, Gae Aulenti risolve l’elemento funzionale attraverso piccole strutture collegate tra loro e la copertura in rame ossidato, progettata appositamente, si adegua all’ambiente.

Gli interni sono giocati con l’impatto del colore e con elementi piramidali o a diamante per le aree funzionali.

Aeroporto Internazionale San Francesco d’Assisi – Perugia ©
Aeroporto Internazionale San Francesco d’Assisi – Interno – Perugia ©

 

 


Noi lavoriamo con tre cose: gli spazi, la luce soprattutto diurna, ma anche notturna, e l’architettura; poi c’è la luce come disegno, come strumento di puntualizzazione architettonica e la luce come fatto funzionale integrato come nei musei, dove fa parte della progettazione, non solo del desiderio, ma della necessità. Gae Aulenti

Famosa anche come designer,  Gae Aulenti, negli anni ’80 è direttore artistico di Fontana Arte, per la quale crea oggetti diventati iconici ed esposti al MoMa di New York, progetta anche  per Poltronova, Tecno, Kartell, Artemide, Martinelli Luce, Bonacina tanto per citarne alcuni.

“Continuo a pensare che le nuove lampadine hanno anche deformato il discorso luminoso nelle case trasformandole in uno spazio con tanti punti di luce, che mi ricorda un pò le processioni, le madonne; tante luci diverse come se per ogni funzione ci debba essere la lampadina, mentre poi sappiamo che una stessa luce cambia a seconda di quello che gli mettiamo attorno. Per esempio io ho sempre odiato quei faretti tecnici americani direzionali, che illuminano per punti invece di diffondere; appunto il contrario di quello che fa l’architettura con la luce. Io sono contro l’abbagliamento e tanto più nella vita quotidiana mi sembra che certe nuove luci hanno trasformato nei salotti la conversazione in un interrogatorio.” Gae Aulenti

Non ultima, la sua lunga collaborazione come scenografa con registi del calibro di Luca Ronconi.

“In fondo in architettura una porta è solo una porta, sulla scena è molto di più, è un limite o un confine.” Gae Aulenti (sulla collaborazione con Luca Ronconi a teatro)

Scenografia per “Lo stesso mare” 2011 ©
Scenografia per “Elettra” regia Luca Ronconi – 1994 ©
Scenografia per “La fiaba dello zar Saltan” regia di Luca Ronconi – 1988 © Foto Bozzetti

 

Principali riconoscimenti di Gae Aulenti nel corso della sua lunga carriera:

  • “Chevalier de la Legion d’Honneur” (Parigi, 1987);
  • Honorary Fellow of the American Institute of Architects, FAIA (1990);
  • Praemium Imperiale per l’Architettura (Tokyo, 1991);
  • “Cavaliere di Gran Croce” al merito della Repubblica Italiana (Roma, 1995);
  • Laurea ad honorem in Belle Arti dalla Rhode Island School of Design (Providence, USA 2001

 

 

Per saperne di più:

https://it.wikipedia.org/wiki/Gae_Aulenti

 

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© Giusy Baffi 2019 (pubblicato su ArteVitae.it 27 giugno e 4 luglio 2018)


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